Il design in Salento

Selfportrait, rassegna culturale leccese / bari-repubblica.it Selfportrait, rassegna culturale leccese / bari-repubblica.it

Trentacinque nomi che corrispondono ad altrettante personalità, tutte molto  diverse tra loro e per più ragioni: l’età anagrafica, la provenienza geografica, i vissuti. In comune però qualcosa c’è ossia un progetto che guarda a più orizzonti, la sfida si rinnova ogni giorno, prima è un mobile, poi un tessuto, dopo ancora è l’ambiente.

Alle spalle di queste trenta e passa teste roboanti di idee e rotelle che girano all’impazzata c’è un progetto espositivo allestito da designer e creativi di nome Selfportrait. Quattro edizioni che  come quattro moschettieri difendono a spada tratta la rassegna culturale e il suo ingresso al quinto anno. L’idea nasce dall’architetto Fernando Longo, un po’ come Atena dalla testa di Zeus.

Selfportrait, spazio espositivo SDW / bari-repubblica.it

Il loft dell’architetto, sito a Lecce in via Leuca, si chiama SDW (acronimo di Salento Design Workshop) ed è stato ricavato da un opificio dei primi anni ’80, in questo laboratorio dinamico si tiene la mostra di design Selfportrait e proprio qui “convergono le esperienze e si trasformano in espressione” (era calzante la canzone di Jova!).
Il concetto di design tra queste mura si fa diffuso un po’ come l’albergo, la gente che prende parte attivamente ha una grande voglia di confronto e comunanza.

La mission del progetto Selportrait è ambiziosa, come tutte le cose belle, e punta a fare del territorio locale una rete tessuta da differenti percorsi e persone, l’autoproduzione è il denominatore comune.
Qualche nome? Dario Mocellin, Onelia Greco, Sandra Faggiano, Lorenzo Gemma, Giovanni Lamorgese, Emanuela Rovito, Studio Fabricarte ed altri.
Qual è l’orientamento entro cui si muovono questi progettisti? Un mix di design, artigianato e identità locale.

Il loft SDW e il contenitore Selfportrait hanno le porte aperte specie se chi vi fa ingresso è un portatore sano di creatività, design e manualità.
La condivisione è vera e non traslata come nel caso dei social, il filo conduttore è quello del fare community intendendo questa come un momento di confronto, una risoluzione di problematiche, una possibilità per tutti di apprendere nuove tecniche di lavorazione.  I 35 progettisti, gli studenti della facoltà di architettura e le quattro aziende aderenti all’iniziativa lavorano e svelano un volto inedito del territorio, partendo sì dai lineamenti e dalle forme consuete ma aprendo anche a nuove visioni, non ancora contemplate.

SDW ospita Selfportrait, quinta edizione / bari-repubblica.it

La mostra risultante da questo laboratorio fatto di teste ed energia creative, Selportrait, è visitabile fino al 13 giugno 2014 ed è divisa in sezioni: “Design Gallery”, dove i progetti di design sono autoprodotti e spaziano dal complemento d’arredo all’accessorio moda, all’arte del riciclo; poi c’è “Design Factory” laddove tutto si può fare, come stringere nuovi sodalizi con le aziende; “Design Portrait” è un’altra sezione che abbraccia l’arte; “Design Music” è il tappeto sonoro della mostra e della sua inaugurazione; in ultimo ma non per importanza c’è “Design Child” dove le idee spontanee dei bambini si misurano con le elaborazioni più complesse degli adulti.

Andando un po’ a monte occorre fare un punto su SDW, il loft o fabbrica di idee costituito da Fernando Longo. L’architetto ha giustamente pensato di creare un luogo che potesse intrecciare, come ad un telaio, due fili differenti: la cultura locale e il design. I due linguaggi appartengono a due realtà che, spesso, stentano a comunicare a meno che qualche valoroso eroe non interviene ponendole l’una di fronte all’altra. Un connubio efficace e originale, dice Fernando Longo, che è soprattutto la sorgente di un nuovissimo punto di vista: il networking.

Oggi si parla di coworking e di una sempre maggiore tendenza al fare networking. In sostanza le sensibilità salentine stanno convogliando verso una stessa comunione di intenti. Si sa che più persone insieme, meglio se con skills diverse, possono affrrontare diversamente e meglio un progetto, dare avvio a qualcosa di entusiasmante prima e redditizio, si spera, poi. Ma oggi ci si accontenta anche di non abbandonare i propri sogni e, se per raggiungerli, l’aiuto di altri diversi da me può servire a realizzare, è allora il caso di fare e non stare a guardare.

Chi è Barbara

Scrivo per diletto, la curiosità guida la mia penna oltre alla voglia di scoprire e imparare sempre cose nuove. Racconto la mia terra, il Salento, che ogni giorno svela qualcosa di bello e sorprendente. Info: Facebook | Twitter | Google+ | Tutti i post scritti

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