La Taranta a Padova

Uno dei tanti canali di Padova - foto di Gabriele Zompì

Stavolta ad ospitare gruppi folk che della Taranta sono portabandiera, è la città di Padova che nell’ippodromo Padovanelle ospita il 27/28/29 giugno l’evento “Taranta Padova“.
Sul palco si esibiranno: Tarantolati di Tricarico, La Taricata, Alla Bua, Ninfe della Tammorra, Mascarimirì e i Tamburellisti di Torrepaduli. Tre serate di concerti al ritmo di pizzica, che faranno smuovere persino i colli euganei, da sempre immobili e custodi delle bellezze naturali venete.
Per turisti e salentini “in trasferta” sarà l’occasione per conoscere meglio Padova, cittadina veneta di indiscusso passato storico e culturale, oltrechè religioso.

padova tarantaUn giro tra le sue vie e piazze è d’obbligo, soprattutto in questo periodo estivo, quando la città vive e ruota attorno al suo Santo (Antonio da Padova), per il quale i festeggiamenti continueranno sino alla fine del mese di giugno. Ma dicevano che occorre fare un giro tra le vie e piazze di Padova e il punto di partenza non può che essere Piazza Duomo, dove si può ammirare lo splendido Battistero.

Edificato nella seconda metà del XIII secolo, ha una struttura cubica sormontata da una cupola su alto tamburo; l’interno custodisce affreschi di Giusto de’ Menabuoi (suo anche il polittico sull’altare).

foto di Gabriele Zompì

foto di Gabriele Zompì

E per una pausa caffè perchè non recarsi nel mitico Caffè Pedrocchi, in Piazza Pedrocchi. Fu costruito nell’800 da G. Jappelli in stile neoclassico e fu luogo d’incontro di artisti, letterati e poeti. Vi nacquero i moti di rivolta dell’8 febbraio 1848 e una pallottola austriaca è ancora conficcata nella parete della sala Bianca.

E il nostro tour continua verso la Cappella degli Scrovegni, Piazza Eremitani 8. La piccola chiesa, un tempo annessa al Palazzo degli Scrovegni fu fatta costruire da Enrico Scrovegni, figlio del noto banchiere padovano Reginaldo è posta al centro dei giardini dell’Arena. È un’aula coperta da volte a botte che custodisci gli affreschi realizzati da Ciotto e dai suoi collaboratori tra il 1303 e il 1305. Il ciclo narra le storie della Vergine e di Cristo, concluse dal monumentale Giudizio Universale della controfacciata. La serie dei Vizi e delle Virtù decora lo zoccolo delle pareti laterali.

foto di Gabriele Zompì

foto di Gabriele Zompì

Sull’altare maggiore si conservano la Madonna con il Bambino e due Angeli, dovuti allo scultore Giovanni Pisano.
Il Duomo è edificato su un luogo di culto di fondazione altomedievale, è dedicato a Santa Maria Assunta; le opere interessanti sono nella sagrestia, dove è anche il tesoro con uno splendido crocifisso duecentesco.
Ricostruita dopo il bombardamento del 1944, la chiesa degli Eremitani ha splendido portale del Baroncelli (XV sec.) con sculture in rilievo rappresentanti i mesi; interno a croce latina con copertura lignea e monumenti sepolcrali.
Loggia del Consiglio Piazza dei Signori. Elegante edificio in pietra fu costruito fra il 1496 e il 1533. Contiene sculture in miniatura, affreschi, tarsie e arazzi. Avvicinandosi alla piazza della Basilica di sant’Antonio si nota già da lontano la statua equestre del Gattamelata.
Statua equestre eseguita da Donatello tra il 1447 e il 1453 in onore di Erasmo da Narni detto il Gattamelata, condottiero veneziano, con un bellissimo piedistallo.

foto di Gabriele Zompì

foto di Gabriele Zompì

Uno sguardo attento meritano i Palazzi della città. Eccone alcuni. Palazzo del Capitano, Piazza dei Signori. Nacque come sede del capitanio, uno dei due governatori della città e quale simbolo monumentale della dominazione veneziana agli inizi del XVII secolo sull’area prima occupata dall’antica reggia dei carraresi. Palazzo della Ragione, Piazza delle Erbe. Noto anche come Salone, fu costruito nel XIII sec. come sede delle magistrature cittadine; presenta logge trecentesche e un interno formato da un’unica vasta sala con pareti affrescate; vi è anche una copia quattrocentesca del cavallo del Gattamelata. Palazzo Giustiniani, Via Cesarotti 70.
Complesso voluto da Alvise Cornare, per il quale G.M. Falconetto creò all’interno la loggia e l’Odeon ispirandosi all’architettura rinascimentale dell’Italia centrale.
E poi c’è il Palazzo Municipale. Edificato nel XVI secolo da A. Moroni, sui resti di una costruzione precedente di cui è ancora visibile la Torre degli anziani (XII secolo), presenta un interno spartito da due bei cortili pensili. Palazzo Vescovile, Piazza Duomo.
Articolata costruzione quattrocentesca di Lorenzo da Bologna che rielaborò l’edificio più antico. Conserva la Biblioteca Capitolare con codici miniati d grande valore e 400 incunam-boli e un gruppo di affreschi d J. Montagnana nelle cappelle del vescovado.
Dopo i Palazzi meritano una passeggiata e una rilassante sosta anche alcune piazze cittadine.
Piazza dei Signori. Ornata da eleganti edifici, corrisponde al luogo in cui nel XIV sec. si ergeva la reggia dei Da Carrara. Piazzale Antenore. Vi si trova la tomba di Antenore, mitico fondatore della città; nella via che da qui si diparte si ammirano interessanti palazzi, tra cui il palazzo Zabarella del XIII sec.

foto di Gabriele Zompì

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Prato della Valle È la più grande piazza di Padova ottenuta bonificando un terreno paludoso alla fine del 1700. L’ ideazione della parte centrale, formata dalla verdeggiante isola Memmi, circondata da un canale ornato da una doppia fila di statue rappresentanti uomini illustri, spetta a D. Cerato. Questa piazza si anima e si riempie di cose e persone ogni sabato in occasione del mercato. In essa spesso si sono tenuti concerti musicali e persino opere teatrali. La chiesa di Santa Giustina sorge proprio in Prato della Valle. Di fondazione paleocristiana, si presenta nelle forme del rifacimento cinquecentesco con facciata incompiuta e interno a tre navate. Ospita la pala del Veronese rappresentante il Martirio di Santa Giustina e, nel sacello di San Prosdocimo, iconostasi.
Senza dubbio però la chiesa più visitata in assoluto di Padova è la Basilica di Sant’Antonio, Piazza del Santo.

foto di Gabriele Zompì

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Maestoso edificio religioso a croce latina tripartita, custode delle spoglie di Sant’Antonio, la Basilica presenta una ricca varietà di accenti stilistici che vanno dal romanico padano al gotico nella facciata a capanna scandita da ampi archi ogivali, ai richiami orientaleggianti nelle cupole e nei campanili. Fra le opere d’arte custodite al suo interno emergono gli affreschi di Altichiero e di Giusto de’ Menabuoi (fine del Trecento), il Crocifisso, le statue e i rilievi in bronzo dell’Altare maggiore, opere insigni di Donatello (1444-1448). Da evidenziare anche I’ altare del Santo e la Cappella del Tesoro.

foto di Gabriele Zompì

foto di Gabriele Zompì

Un altra chiesa dedicata a Sant’Antonio è quella che si trova sul Viale dell’Arcella. Questo edificio di culto cattolico fu eretto nel XIX secolo sul luogo dell’antico convento dove il 13 giugno del 1231 morì Sant’Antonio.

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