Archi e varchi antichi di Gallipoli tra realtà e fantasia

foto di Gabriele Zompì

Anche il seno della purità era attrezzato per questo e proprio in quelle alte arcate, oggi recuperate e ben visibili, esistevano botteghe di fabbri, depositi di attrezzi per i naviganti e persino ricovero di bestiame, pronto per essere imbarcato ed esportato. Fino a qualche decennio fa era possibile ancora vedere dei cavalli nelle piccole “celle” a ridosso dell’area portuale. Oggi questo tipo di commercio non esiste più e anche queste strutture son destinate all’abbandono o alla demolizione.

 

foto Gabriele Zompì

foto Gabriele Zompì

Ma Gallipoli aveva anche delle vie di accesso che oggi non ci sono più, sono state erose dal mare o chiuse dall’uomo per edificare o modificare il territorio.
Ad esempio non tutti sanno che Gallipoli aveva due porte di accesso alla città: la ” porta di terra ” e la ” Porta di mare “. Quest’ultima situata al bastione di ” Santa Vennardìa”, o Veneranda (attuale zona bosco), così chiamato per l’esistenza di una edicola votiva dedicata alla santa, era tra le due, la più trafficata e transitata da carri e cavalli.
Di questa porta, oggi chiusa, si può ammirare dalla vicina Chiesa delle Anime, affacciandosi alle mura, il perimetro di apertura, come pure i solchi sugli scogli lasciati dai carri transitanti. Un magnifico quadro del pittore Luigi Consiglio, conservato ed esposto nel museo civico di Gallipoli, raffigura proprio la Gallipoli di quei tempi. Secondo alcuni studiosi il quadro però ha delle esagerazioni, soprattutto nella quantità di terra ferma che circonda l’isola.

foto Gabriele Zompì

foto Gabriele Zompì

Un po’ inverosimile pensare che il mare in poco più di 150 anni (il dipinto è della metà dell’Ottocento) abbia risucchiato centinaia e centinaia di metri di terreno, lasciando comunque invariata ad esempio la base del castello e il rivellino prospicente. Comunque è bello pensare che Galipoli una volta non era come oggi e che il mare nella sua eterna dinamicità possa ancora cambiare paesaggi naturali e urbani. La fantasia non ha limiti.

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