Il Salento rurale: le “pajare”

Non c’è ombra di dubbio che il volto più autentico del Salento sia quello rurale, tratteggiato dalle sterminate campagne popolate da quegli ulivi secolari e alberi da frutto che fanno ombra sulle abitazioni più tipiche, le cosiddette “pajare”.

 

Altro non sono che la versione salentina dei famosi trulli di Alberobello (e di altre zone del barese e del brindisino), le caratteristiche case di pietra grigia con la cupola a cono e vari pinnacoli decorativi in cima. Le costruzioni rurali del Salento affollano, invece, soprattutto le campagne di Salve, alle spalle delle marine di Pescoluse e Lido Marini.

Come si presentano e quali sono i loro segni particolari? Sono strutture a forma prevalentemente conica e con pianta circolare o quadrangolare, realizzate con la tecnica del muro a secco (cioè senza la cementazione delle pietre). Di solito sono formate da una sola stanza, senza finestre e con una porta d’ingresso bassa.

 


Erano utilizzate dai contadini come ripari temporanei o addirittura giornalieri, giacché un punto di forza è di riuscire a trattenere il calore d’inverno e garantire frescura in estate. Si consiglia il “Bicitour tra pietre e masserie” organizzato dallo studio ambientale “Avanguardie” di Nardò (da contattare al numero 349.3788738).

(Ringraziamo per la prima foto, la featured image, Dando88: http://www.flickr.com/photos/35758506@N08/3303745427)

Chi è Roberta

Creativa, entusiasta, cerco di dare un'impronta personale a tutto quello che faccio. Perciò, quando scrivo di viaggi nel Salento e Puglia, provo a far venire fuori l'anima di questa terra. Svolgo anche attività giornalistica e di docenza in materie letterarie. Info: Sito | Google+ | Tutti i post scritti

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