Il centro storico di Gallipoli

Antiche muraglie, suggestive torri e poderosi bastioni, di età quattrocentesca, difendevano quella Gallipoli “galleggiante” su un’isola calcarea, nel 1480, dagli attacchi dei pirati saraceni. Oggi ne custodiscono i tesori storici rimasti lì a raccontare l’affascinante passato di quella cittadina, sul versante occidentale del Salento, il cui nome greco significa proprio “la bella città”.

Gallipoli

Vista dai Bastioni di Gallipoli

Per sentir battere il suo cuore antico, basta oltrepassare quel ponte seicentesco, ad archi e in muratura, che fa da gancio tra la parte moderna e la località “vecchia”. Non varcatelo con lo sguardo basso, però, perché le meraviglie da contemplare iniziano da qui.

Quando sarete ancora lassù, infatti, voltatevi a sinistra e lasciatevi rapire dalla monumentalità del Castello angioino, fatta risaltare dalla lucentezza delle acque su cui è adagiato, insieme alla sua torre poligonale e ai suoi tre torrioni circolari. Allargate lo sguardo, poi, per abbracciare l’intero complesso fortificato: la struttura principale, infatti, innalzata nel 1200 circa, fu arricchita più tardi (XVI secolo) dal Rivellino, poco più in là, il cui accesso è regolato da un ponte levatoio in legno. È questo scenario d’altri tempi a far da cornice al famoso mercato del pesce, nato quando il fossato del castello è stato riempito alla fine del 1800.

Ora sì che potete scendere finalmente dal ponte e tendere le orecchie alla narrazione di pezzi di storia a cavallo tra le varie epoche (bizantina, messapica, romana, magnogreca). Anzi, più che altro, aguzzate la vista di fronte alle graziose chiesette che popolano le antiche viuzze. Una su tutte balzerà alla vostra attenzione, perché sorge sul punto più alto dell’isola e perché è la massima espressione del barocco leccese: la cattedrale di Sant’Agata. Sulla sua facciata, dunque, vedrete volteggiare e danzare forme sinuose ed elaborate decorazioni.

“Precipiterete” dall’alto in basso, poi, quando dovrete visitare il frantoio ipogeo (scavato nella roccia) di Palazzo Granafei, “vicino di casa” della cattedrale. Quando sarete nel suo punto più profondo, immaginate che un tempo, lì, un numero notevole di lavoratori era impegnato a produrre quell’olio lampante che veniva esportato in varie zone d’Europa.

L’altra faccia di Gallipoli vecchia, infine, vive all’interno di quei palazzi signorili (come Palazzo Pirelli e Palazzo Vallebona) edificati tra il 1500 e il 1700. Anche loro sono “regolarmente residenti” lungo le intricate stradine del borgo.

Al tramonto del sole, poi, queste meraviglie architettoniche resteranno a fare da splendido scenario per le vostre serate qui, in quel cuore antico di Gallipoli che comincerà a pulsare grazie ai numerosi locali (da prima o seconda serata) che lo affollano. Nell’aria si rincorreranno, infatti, gli odori della cucina locale, provenienti da ristoranti e trattorie che punteggiano le vecchie viuzze: “Le Puritate”, “La Briciola”, “Lo scoglio delle sirene”, “Il Bastione”, “Le tre sorelle” (pizzeria napoletana), “L’Aragosta”, solo per dirne alcuni.

Dopocena, la vostra serata non si conclude, ma continua al “Blanc” (wine bar in via XXIV Maggio), al “Santavè” (lounge bar sulla Riviera Armando Diaz) o al “Pane, olio e fantasia” (vineria in Piazza della Repubblica): offrono stuzzicanti ghiottonerie tipiche abbinate a vini, cocktail, aperitivi e momenti musicali per tutti i gusti.

Quando avrete concluso questo itinerario, non sarà facile districarvi da quei fili multicolore (della storia, del gusto e del divertimento) che vi hanno avvolti fin dall’inizio e che non vorrete, statene certi, scrollarvi di dosso.

Chi è Roberta

Creativa, entusiasta, cerco di dare un'impronta personale a tutto quello che faccio. Perciò, quando scrivo di viaggi nel Salento e Puglia, provo a far venire fuori l'anima di questa terra. Svolgo anche attività giornalistica e di docenza in materie letterarie. Info: Sito | Google+ | Tutti i post scritti

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