La festa di santa Cristina a Gallipoli

Gallipoli per tre giorni si cala in un’atmosfera particolare e suggestiva. Fino a qualche anno fa il 23 luglio la processione col simulacro della santa si svolgeva in mare, oggi non più per svariati motivi. Sempre il 23 la banda diffonde le sue note per le vie della  città sin dalle prime ore del mattino, mentre intorno alle 19 la confraternita della Purità prepara la processione che percorre le vie del centro storico.
Il simulacro rappresenta la santa legata ad un albero e trafitta dalle frecce, mentre un Angelo le porge la corona di santità e la palma del martirio.

Il 23 luglio 1868, primo anniversario della fine del colera nella cittadina salentina, iniziò il vero culto della santa con la prima processione ufficiale in suo onore. Alla santa difatti la credenza popolare ha attribuito da subito il miracolo straordinario della fine dell’epidemia che coincise proprio con l’inizio del triduo di funzioni religiose in suo onore. IMG_20140718_221335 Oltre che nella chiesa della Purità, tra l’altro recentemente restaurata e riportata al suo antico splendore, santa Cristina è venerata nella chiesetta a lei intitolata e posta sulla piazza del seno del Canneto, oggi dedicata ad Aldo Moro. Questa chiesetta, in realtà una cappella, è aperta tutto l’anno, sull’altare conserva un altro simulacro della santa, custodito in una teca vetrata.

Questo luogo non è stato scelto a caso, proprio il porticciolo dei pescatori che qui si affaccia, è stato teatro di numerosi eventi prodigiosi attribuiti ad interventi di santi, a cominciare dal miracolo del ritrovamento di una effige della Vergine avvenuto proprio tra le canne che secoli addietro popolavano questo tratto di mare, appena prospicente il seicentesco ponte che conduce nella vecchia città.
La Vergine Maria e santa Cristina sono le due donne che in questo luogo sono venerate ed amate da tutta la popolazione e per tutto l’anno.

Tornando alla festa di santa Cristina, il 24 luglio, giorno in cui si ricorda nel calendario liturgico, si apre con l’esecuzione in mattinata presso il teatro Italia di quattro pezzi musicali eseguiti dalla banda, a seguire, intorno alle 13 lo sparo dei fuochi pirotecnici dal molo foraneo. Nel pomeriggio la tradizionale e seguitissima “cuccagna a mare“, dove improvvisati quanto abili acrobati si cimentano nella cattura della bandiera posta in cima al palo cosparso di grasso e per questo scivoloso, ciò consente allo spettatore di assistere ad uno spettacolo emozionante e di crescente ansia in attesa della consegna della coppa al tenace vincitore.

foto di Gabriele Zompì

foto di Gabriele Zompì

Accanto ai grandiosi ed eccezionali festeggiamenti religiosi ancora oggi la festa di santa Cristina è rallegrata oltre che dalla cuccagna a mare,  pure da bancarelle, luminarie, bande musicali e spettacoli pirotecnici a cui assistono fedeli, visitatori e turisti, che giungono numerosi in città proprio per assistere a questi festeggiamenti. Anche il menu di questi giorni di festa è particolare: tubettini al sugo di cernia. E poi scapece (pesciolini fritti e conservati in abbondante pangrattato bagnato d’aceto) e altre pietanze, sempre nel solco della tradizione. La festa si conclude il 25 luglio con i fuochi pirotecnici che in tarda serata illuminano il mare e il cielo della bella Gallipoli.

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